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capirsi??!

 

Non è un omaggio a Pirandello, anche se potrebbe tranquillamente esserlo. Mah!!! Continuo a chiedermi “è possibile che persone provenienti da culture diverse capirsi, almeno accettarsi??" Secondo me, finché non abbiano attraversato le stesse strade un incrocio non troveranno mai! Voglio dire si tratta piuttosto di percorsi UMANI che civili. Nel senso che un finlandese potrebbe trovarsi a suo agio con uno della Kenya solo quando psicologicamente è passato per le stesse strade. Altrimenti molte cose di cui si parla giorno e notte, che in una seconda vita possono unire gli esseri umani, non servirebbero a niente!

 

 

Mi sbaglio?

Ho detto bene?

Siete d'accordo??

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E voi cosa ne pensate?

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Risposte a questa discussione

Prima di "capire", io forse metterei i verbi "guardare" e "vedere".
E' anche vero che si può guardare senza capire: io ti guardo e non comprendo perché ti comporti così, perché sei fatta così, perché, a guardarti, sembra che per te sia normale essere come sei fatta. Non ti capisco.
Eppure i miei occhi ti vedono, vedono più di quello che capisco. Certo, vedono fino a dove riescono a vedere, ma forse intuiscono anche qualcosa di quello che non arrivano avedere, di quello che è nascosto, coperto, in ombra. E io cerco di capire quello che vedono i miei occhi.
Alle volte non presto attenzione a quello che loro hanno visto: sono come sordo.
Spesso la domanda che mi pongo è: perché non mi vede? Non vede come sono fatto? Non vede che vedo? Perché non si accorge che vedo?
Poi viene il capire, che però presuppone, come dici tu, un incrociarsi: si sbatte il naso uno nell'altro, magari ci si fa anche male. Ma a quel punto, qualcosa si capisce. Tu che ne pensi?

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